In un’epoca in cui la produzione e la distribuzione e soprattutto il consumo di energia elettrica ha raggiunto livelli molto alti, ed è assicurato da grandi compagnie nazionali, suscita una certa sorpresa scoprire che fino alla metà degli anni ‘60 questo servizio era gestito in paese dal «Consorzio Elettrico di Tuenetto». Secondo Marco Benedetto Chini la luce elettrica fu installata a Segno e nei paesi vicini nel 1917; tuttavia non siamo certi che l’energia prodotta dalla turbina della piccola centralina situata a Mollaro e azionata dalle acque del Rio Panarotta (o Rio Mollaro), fornisse la corrente anche nella frazione di Tuenetto. È sicuro invece che a partire dal 1920 l’elettricità era fornita dalla ditta «Dalle Case» che, terminata la Prima guerra mondiale, aveva realizzato una delle prime centrali idroelettriche private del Trentino (eretta sul Noce) e destinate a uso industriale, producendo energia sia per il proprio stabilimento sia per alcuni paesi limitrofi.
A riguardo dell'arrivo dell'energia elettrica in paese, tutti sono concordi nell'affermare che la corrente era quella della Ditta Dalle Case; per amore di cronaca riportiamo questa piccola notiziola apparsa su Il nuovo Trentino del 20 agosto 1920 che afferma che il fornitore era il Comune di Trento: «I progetti per un impianto elettrico, rimasti ante-guerra un pio desiderio, mercé l’opera assidua e premurosa degli attuali consigli comunali, furono condotti a termine. È con vera soddisfazione che gli abitanti di undici comuni: Mollaro, Tora, Tuenetto, Dardine, Priò, Vion, Vervò, Tres, Smarrano, Sfruz, Segno e Miniera di San Romedio, vedono illuminate le loro case, le vie e i villagi tutti di questo lembo orientale dell’ampia Anaunia. La corrente elettrica, fornita dal Comune di Trento è derivata dalla sottostazione del Sabino a 5000 volts. Il giorno p.p. la linea ad alta tensione venne ufficialmente collaudata dall’autorità superiore. L’esecuzione dell’impianto venne affidata all’impresa di elettricità U. Sampietro, con sede in Trento. Detta impresa seppe portar a termine con sollecitudine i lavori e sodisfare le desiderata degli enti interessati.
In questo regime si andò avanti fino ai primi anni sessanta: ossia la corrente per la frazione era acquistata dal Consorzio Elettrico Tuenetto alla ditta Dalle Case. Presidente del Consorzio, all'epoca, era Melchiori Emilio; il «Consorzio Elettrico Tuenetto» distribuiva l’elettricità soltanto nel territorio del comune catastale di Tuenetto. L’energia era fornita “consegna e misura a 220 V. nella cabina di Tuenetto”. La cabina con tutto l’arredamento era di proprietà del «Consorzio Irriguo di Tuenetto». In paese esistevano due linee più una terza che forniva l’energia alla segheria dei fratelli Melchiori Anselmo e Tullio. Nel 1962 fu istituito l’Ente per l'energia elettrica (ENEL) con l’obiettivo di fare dell’elettricità uno strumento di sviluppo dell'Italia. Con la legge 2235 del dicembre 1963 la forza elettrica fu nazionalizzata e per effetto di quel provvedimento, nel 1964 il «Consorzio elettrico di Tuenetto» fu trasferito all’ENEL.
Le modalità e i tempi della nazionalizzazione dell’energia elettrica ebbero rilevanti ripercussioni anche in Trentino, dove le comunità locali furono chiamate a cedere i propri consorzi elettrici cooperativi. Tali organismi, promossi e sostenuti direttamente dai soci e dalle amministrazioni del territorio, costituivano una componente significativa dell’economia locale. L’opposizione al provvedimento fu ampia. La Federazione dei Consorzi Cooperativi espresse formalmente la propria contrarietà, così come il Consiglio Regionale, che si pronunciò in modo unitario — al di là delle appartenenze politiche — a tutela dell’autonomia e degli interessi delle popolazioni trentine. Una manifestazione si svolse a Trento il 26 gennaio 1964, con la partecipazione di circa 1.200 amministratori dei consorzi elettrici, in rappresentanza di 14.000 soci, oltre a numerose autorità. Tra i presenti figuravano il presidente della Confederazione delle Cooperative Livio Malfettani, Tullio Odorizzi per la Federazione trentina e diversi parlamentari trentini e altoatesini. In quella sede venne avanzata la richiesta di escludere i consorzi elettrici cooperativi dal processo di nazionalizzazione, richiesta che non trovò accoglimento. La normativa stabiliva che l’indennizzo fosse determinato sulla base del patrimonio risultante al 31 dicembre 1960, moltiplicato per il coefficiente 1,31, con l’aggiunta o la detrazione degli utili o delle perdite registrati negli esercizi 1961 e 1962.
In occasione del passaggio di proprietà fu effettuato un rilievo che ne descriveva la consistenza degli impianti, delle utenze e la situazione economica. Il rilevatore dell’ENEL constatò che sistema di distribuzione, “non è nelle migliori condizioni”, il consumo medio annuale di energia elettrica a Tuenetto fu stimato in circa 18.000 kWh per un totale di 39 utenze: fruitori di illuminazione privata 21, utenze trifasi ad uso promiscuo 17, l’utenza pubblica a forfait (il Comune forniva soltanto le lampadine). L’impianto di illuminazione pubblica (di proprietà del Consorzio) consisteva “in tre punti luce con lampade normali da 40 W installate su bracci in ferro piuttosto esili”. La potenza media delle utilizzazioni era sotto i 3 kW ad esclusione della segheria che aveva una potenza installata di 10 HP. Nel 1964 ultimo anno d’esercizio del «Consorzio Elettrico di Tuenetto» i ricavi ammontavano a Lire 405.565 e i costi a Lire 332.624 con un utile di Lire 72.941. Al momento in cui il Consorzio confluì in ENEL la cassa ammontava a Lire 74.662 con un debito totale di Lire 15.678. Quale trasformazione radicale! Da lusso per poche utenze a risorsa essenziale, l’energia elettrica oggi, anche a Tuenetto come dappertutto, sostiene ogni aspetto della vita quotidiana e produttiva.
La rete elettrica di Tuenetto al momento del passaggio all'ENEL