Artigiani e commercianti

Tuenetto è un paese che è sempre stato votato principalmente all'agricoltura. E tuttavia, anche se di ridotte dimensioni, specie in passato quando l'agricoltura era solo di sostentamento, vi sono state botteghe artigianali.
Rimane la memoria delle segherie che hanno avuto nel torno dei sessanta del Novecento un momento di prosperità. Alcune famiglie di Tuenetto fornivano ai neo costituiti magazzini per la frutta gli imballaggi in legno.

Per alcuni, la fiorente industria delle ciasséte valse ai paesani l’epiteto di ciabie. Tuttavia, l’appellativo era in uso anche negli anni in cui la frutticoltura non aveva ancora raggiunto lo sviluppo degli anni Sessanta.

I vecchi artigiani

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Attestato di «Lavorante calzolaio» di Sisinio Melchiori

Quando si parla di vecchi artigiani a Tuenetto, soprattutto alle persone più mature, viene in mente Pietro Melchiori (1877-1954), noto in tutta la Pieve come «el Péro da le mili art» una persona di vero talento che sapeva fare tanti mestieri dal falegname allo stagnaio, dal bottaio al fabbro. Pietro Melchiori aveva l'officina negli avvolti dell'odierna casa Coletti. A parte la fama di cui gode tuttora, purtroppo non si hanno notizie più dettagliate sul suo lavoro, ma è certo che fu un artigiano apprezzato e conosciuto anche fuori del paese.

Altro artigiano con bottega a Tuenetto fu Sisinio Melchiori dei (Biani) il cui banchetto da calzolaio è gelosamente conservato dai discendenti nella casa avita. Si sa che svolse il lavoro di calzolaio avendo imparato l'arte a Bolzano guadagnandosi l'attestato di calzolajo lavorante, ma siccome l'attività artigianale non era sufficiente a mantenere la famiglia fu più di tutto contadino.

Artigiano diventò anche Giuseppe Melchiori dei «Ròchi» che all'età di 16 anni fu messo a bottega a Egna per imparare l'arte di panettiere. Giuseppe non intraprese in proprio quella professione, ma per un certo periodo lavorò presso il panificio Lucchi di Mollaro per poi dedicarsi anch'egli al lavoro nei campi.

La produzione di imballaggi

La prima fu quella avviata, all’inizio del Novecento, dai fratelli Anselmo e Tullio Melchiori, detti Luiziòti. In origine l’attività era principalmente una segheria che forniva tavole e travi per l’edilizia; solo in seguito si affiancò la produzione delle classiche cassette in legno per la frutta. Quando la coltivazione delle mele divenne più intensa, i fratelli si dedicarono esclusivamente a quest’ultima attività, cessando quella di segheria. Il vecchio edificio esiste tuttora e, sebbene oggi sia adibito a deposito, rimane una significativa testimonianza dell’economia del paese.

Nel 1962, anno della nazionalizzazione della produzione di energia elettrica, in paese erano attive due linee, alle quali se ne aggiungeva una terza che forniva energia alla segheria dei fratelli Melchiori.


L’azienda più longeva del settore fu però quella intrapresa da Luciano Melchiori, dei Frìgoi. Dopo aver appreso il mestiere presso la segheria di Battista Nicoletti, detto Zópa, di Vervò, Luciano emigrò per un breve periodo a La Spezia, dove lavorò in un’importante azienda del settore, acquisendo quella professionalità che negli anni successivi gli consentì di raggiungere una posizione di rilievo.
Rientrato in paese, si mise in proprio. Iniziň l’attività negli avvolti della casa paterna; successivamente acquistò e ristrutturò l’abitazione al civico 16, realizzandovi al piano terra la nuova fabbrica di imballaggi, dotata di tutti i macchinari necessari: una sega a nastro (bindella), un’affilatrice automatica, una sega circolare intestatrice e un’inchiodatrice. Sul finire degli anni Sessanta acquisì inoltre l’ex magazzino dei Frutticoltori San Rocco, trasformandolo in una moderna segheria specializzata, oltre che nella produzione di imballaggi, nella fabbricazione di pallets e nella lavorazione dei tronchi in travi e tavole per carpenteria.
Il vigoroso sviluppo della frutticoltura garantì continuità al lavoro. Nel frattempo Luciano fu affiancato dal fratello Danilo, con il quale condusse l’azienda fino al pensionamento.

La terza ditta che si cimentò nell’attività del legno fu quella costituita da Fabio Coletti e Pierino Casagrande. L’impresa occupò le baracche in località Pausa, già utilizzate dal Nicoletti (Zópa), ma rimase attiva per un periodo limitato, sciogliendosi poco tempo dopo.

Il Bar della Livia

Nella prima metà degli anni Sessanta del secolo scorso anche a Tuenetto era attivo un bar — el bar de la Livia — gestito da Livia Coletti, figlia di Angelo e di Erminia Bergamo (Anzolini).
Nata nel 1925, Livia sposò Alfredo Melchiori, figlio di Abramo e Savina Torresani, morto prematuramente a causa delle conseguenze della guerra. Rimasta vedova con la figlia Renata, condusse per alcuni anni il bar di Tuenetto, ricavato all’interno della propria abitazione, fino a quando il diffondersi del benessere indirizzò soprattutto i giovani verso altri luoghi di ritrovo e di svago.
Fu proprio al «Bar de la Livia» che arrivò il primo televisore del paese: i bambini di allora poterono seguire le avventure di Rin Tin Tin, Lassie, I forti di Forte Coraggio, lo Zecchino d’Oro e il celebre quiz televisivo per ragazzi Chissà chi lo sa, condotto dall’indimenticabile Febo Conti. Gli adulti, invece, poterono assistere agli sceneggiati che segnarono la storia della televisione italiana, come La cittadella con Alberto Lupo, La freccia nera con Loretta Goggi, e ancora E le stelle stanno a guardare e molti altri.
Nel suo volume Generazioni, Armando Larcher ricorda così il bar di Tuenetto:
“Era frequentato anche dai giovani dei paesi vicini perché c’erano ragazze per poter ballare. A quei tempi era l’unico diversivo che i giovani si potevano permettere”.

Coletti Commerciale

Lasciata alle spalle l'esperienza della segheria, Coletti Fabio ebbe l'intuizione di commerciare all'ingrosso bibite, vini e liquori. La sua attività era rivolta a fornire i bar della valle e per questo si avvaleva dell'aiuto dei ragazzini di Tuenetto che, pur di salire sul camion e scorazzare per la valle (altrimenti sconosciuta), scaricavano i pieni e caricavano i vuoti. In seguito Fabio si avvalse dell'autista Giuseppe Coletti di Vion.
Coletti Fabio fondò in seguito una fiorente attività commerciale tuttora operante sulla statale 43 nei pressi del polo Melinda e Trentingrana.

Officina Meccanica Melchiori Dino

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Nipote del celebre «Pero da le mili art», Dino crebbe nel mito del nonno, uomo dall’ingegno non comune. Appassionato di motori fin da giovanissimo, seguì con grande interesse il diffondersi sempre più massiccio del mercato dell’auto, che sul finire degli anni Sessanta interessò l’intera Italia e anche Tuenetto.
Dopo aver lavorato in diverse officine, Dino decise di specializzarsi e frequentò un corso di motorista presso un’importante azienda del settore, la SIMCA, marchio francese che all’epoca aveva una sede nel torinese, uno dei distretti automobilistici più importanti a livello europeo.
Conseguita la specializzazione, Dino decise di mettersi in proprio e, l’11 marzo 1980, aprì la sua officina a Tuenetto nel garage della propria abitazione. Si realizzava così un sogno: il lavoro non mancava, poiché ormai in quasi tutte le famiglie c’era un’autovettura.
La crescente diffusione dei trattori lo spinse poi a specializzarsi anche nella manutenzione di queste macchine. Perlopiù durante l’inverno smontava i motori, ne revisionava accuratamente i componenti più usurati e li rimontava.
Dino chiuse la sua officina il 31 gennaio 1990, chiudendo così un decennio di attività artigianale nel paese.

Melchiori Federico Impianti Sanitari Riscaldamento

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Federico Melchiori dei Ròchi, si è diplomato alla scuola specialistica per termoidraulico, è quindi un artigiano esperto in tema di risparmio energetico. Federico, pur provenendo da una famiglia di agricoltori, decise di esercitare tutt'altra professione, quella appunto di termoidraulico. La ditta Melchiori Impianti Idraulici tuttora fiorente è specializzata nell’installazione e manutenzione di impianti sanitari, di riscaldamento a gas, solari termici e di climatizzazione. Con specifica competenza nelle ultime tecnologie del settore, la ditta di Federico opera in tutta la valle fornendo i suoi servizi, sia in caso di nuove progettazioni che di ristrutturazioni.
Federico inoltre si occupa di sistemi di ricambio dell'aria, controllo dell'umidità e della temperatura.
Federico prosegue la sua attività artigianale sotto una diversa ragione sociale, denominata «O.M. Impianti Idraulici di Ognibeni Rudy e Melchiori Federico Snc».

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Il banchetto da calzolaio di Sisinio Melchiori dei «biani» (1876-1952)

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La segheria dei fratelli Melchiori Luciano e Danilo; Francesco assembla un pallet

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Livia Coletti dietro al bancone del bar di Tuenetto

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Sul muro a destra il listino prezzi dei gelati “Sideral”

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A metà degli anni settanta Fabio Coletti dà inizio al Centro Commerciale di Segno

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Ingrosso bibite

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Melchiori Federico Termoidraulico