I soprannomi delle famiglie
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Soprannomi su una vecchia carta del 1876 del comune di Tuenetto

Il soprannome nella maggior parte dei casi è attribuito ad una persona e poi esteso alla sua famiglia, per le sue caratteristiche fisiche, per le abitudini, per il mestiere o per la provenienza geografica del soggetto stesso. Nella nostra Pieve ci sono molti casi in cui il soprannome, in particolare quello di famiglia, nasce dall’esigenza di distinguere quei nuclei familiari che abitano lo stesso paese e hanno lo stesso cognome, pur non essendo imparentati tra di loro.
Nel corso delle ricerche genealogiche compiute, si sono incontrati numerosi soprannomi della Pieve che tuttora vengono usati per identificare le famiglie quando il cognome è il medesimo, ma non solo. In questa breve elencazione ne riportiamo 63 ordinati alfabeticamente; ogni appellativo è indicato con il relativo cognome, il paese e brevi considerazioni con eventuali ipotesi di derivazione. Quelli in neretto riguardano famiglie di Tuenetto.


Anzolini

Coletti a Tuenetto ― La famiglia è originaria di Torra e a Tuenetto si è insediata alla fine dell’800. In un documento del Comune di Tuenetto datato 22 maggio 1884 si legge “… Nicolò fu Giovanni Colletti di Torra individuo forestiere il quale tenghi una permanente dimora nel Comune di Tuenetto”. Dal nome del predecessore Angelo detto Anzolìn 1888-1960.

Bagòzi

Magnani a Segno, Tuenetto ― La famiglia è oriunda di Segno e a Tuenetto il soprannome è giunto al seguito di Teofilo Magnani che sposò, alla fine degli anni trenta del Novecento, Giuseppina Melchiori dei BOLPI (vedi). L’appellativo deriva certamente dal dialetto trentino dove «bagòz» significa ragazzo piccolo o uomo di bassa statura e tuttavia questo termine non è riportato da Enrico Quaresima nel suo Vocabolario anaunico e solandro.

Balóni

Conci a Mollaro ― Ramo della schiatta dei Conci di Castel Mollaro il cui capostipite fu Carlo Pancrazio (1690-1754). Un tempo molto stimata questa famiglia è oggi scomparsa da Mollaro non avendo discendenti maschi. Di questa famiglia si ricordano il professor Iginio cultore di storia locale e Bruno «Balón» apprezzato agente di vendita di prodotti antiparassitari. «Balón» nel dialetto noneso ha varie accezioni: vendifrottole, pallone, ernia, ma anche grosso ciottolo tondeggiante.

Beretazzi

Pinter a Dardine ― Il cognome Pinter a Dardine compare con Ottone originario di Laghetti di Egna (BZ) che sposò nel 1916 Zeffirina Maria Frasnelli (1896-1979) della famiglia delle ERNESTE (vedi) detta «Maria beretazza». È pertanto Maria che trasmette il soprannome alla famiglia. Dal dialetto beréta, berretto.

Bernardini

Rollandini a Mollaro ― La famiglia Rollandini ricoprì, specie durante il XVIII secolo, molta importanza a Mollaro. Annovera tra i tanti suoi membri Guerino (Quirino), «Benemerito per le cariche di fabricere, capocomune, preside scolastico». Di questo nucleo familiare fa parte anche quel dottor Melchiade protagonista de «L’operazion» una delle “storie” di Arcangelo Lucchi (vedi «El gómbet e altre storie»). Dal nome proprio dell’antenato Bernardo (1821) vissuto nella prima metà del ‘800. Vedi anche PAROLÒTI.

Biani

Melchiori a Tuenetto ― Ceppo dei Melchiori da sempre a Tuenetto e ancora attualmente presente in paese. Le origini del soprannome sono da attribuire alla provenienza dell’antenata Lucia Filippi (1787(9) -1841) detta «Biana», di Albiano (Valle di Cembra), che sposò Simone Melchiori (1783-1831) il 3 giugno 1806.

Boèmi

Tarter a Dardine ― L’appellativo deriva dalla nazione di provenienza, appunto la Boemia, dell’antenata Anna Koulavj moglie di Tobia Tarter fu Giovanni.

Bolpi

Visintainer a Torra e Mollaro, Tarter a Dardine e Melchiori a Tuenetto ― Questo soprannome è perlopiù legato alla dinastia Visintainer di Torra. Il soprannome BÓLPI a Dardine fu acquisito grazie al matrimonio tra Giuseppina Visintainer dei «Bolpi» (1885-1956) di Torra con Angelo Tarter (1876-1952) dei «Monegini». I «Bolpi» a Mollaro sono gli stessi di Torra il cui ramo guidato da Silvio Nicolò (1890-1970) al termine della prima guerra mondiale si trasferì a Mollaro. I «Bolpi» a Tuenetto non avrebbero alcun legame con i Visintainer di Torra e tuttavia sono così soprannominati dall’800; il predecessore Ferdinando (1840-1905), infatti in alcuni documenti ottocenteschi era appellato col soprannome di «bolpe». Dal dialetto «bolp», volpe.

Bóra

Chini a Mollaro ― La famiglia ha origini a Vervò ed è presente a Mollaro da tempi recenti. Il capostipite Luigi (1917-1983) fu addetto per diversi anni presso la segheria di Battista Nicoletti detto «zópa» in località “Pausa” a Mollaro. Dal noneso «bóra», tronco.

Capetani

Rollandini a Mollaro ― Ramo della famiglia Rollandini di Mollaro ora estinta. Con molta probabilità l’epiteto deriva dalla condizione di un ascendente “capitano”.

Ciaiòi

Covi a Segno ― Stirpe quella dei Covi che dà il nome al colomello della piazza di Segno. Nel dialetto della Pieve ciaiòl indica il tarlo del legno o anche la tignola dell'uva (E.Quaresima).

Ciaséta

Chini a Torra ― La famiglia è così appellata perché abitava una piccola casa che sorgeva a ovest dell’abitato di Torra nelle adiacenze della fontana. Entrambe le costruzioni sono ora distrutte. Dal dialetto «ciaséta», casetta.

Claci

Frasnelli a Mollaro ― Esponente di questa famiglia ― oggi estinta ― piuttosto noto nel paese di Mollaro e dintorni, fu Antonio Frasnelli detto «Caràco» (1864-1941); alcuni ricordano anche Giuseppina detta «Bepi clacia» (1871-1953), nubile, zia di Giuseppe (1897-1967) ultimo esponente della famiglia soprannominata GIÓDI (vedi) e che abitò nella casa avita detta della meridiana a Mollaro. L’origine di questo soprannome è sconosciuta, forse si tratta di una espressione onomatopeica.

Clàmeri

Bertoluzza a Mollaro, Tuenetto ― La famiglia non è più presente né a Mollaro né a Tuenetto. Originaria di Toss, possedeva un mulino sulla Pongajola tra Dardine e Toss. Francesco Bertoluzza (1868-1940) negli anni ’20 del secolo scorso gestì per un breve periodo l’unico albergo di Mollaro in località "Pausa". L’ultimo dei Bertoluzza «Clàmeri», Carlo (1899-1990), visse gli ultimi anni a Tuenetto nell’abitazione ora Casa sociale. Si ipotizza la derivazione del soprannome dal termine dialettale tedesco-tirolese «Kromer» (tedesco «Krämer») in noneso «clòmer» ovvero venditore ambulante.

Colodéti, Colòdi, Colodini

Chini a Torra, Mollaro ― Tra gli svariati soprannomi affibbiati alla dinastia dei Chini e alle sue numerose diramazioni, troviamo «Colodéti», «Colòdi» e «Colodini». COLODÉTI sono i Chini di Torra, sono così soprannominati dalla fine del '700. I COLÒDI sono i Chini di Mollaro; da questi hanno origine i GNESÒTTI (vedi) e i COLODINI ceppo oggi scomparso in quanto l’ultimo erede maschio, Massimiliano (1867-1919) detto «Colodìn», emigrò negli USA ove morì. Pur non avendo alcun legame di parentela tutte queste dinastie hanno il soprannome che origina dal nome proprio Niccolò sempre presente nelle rispettive genealogie.

Colodóni

Coletti a Torra ― Ramo della numerosa schiatta dei Coletti a Torra i «Colodóni» prendono il soprannome da Nicolò che per aferesi diventa Colò. Nella fattispecie di questa famiglia, l’antenato Nicolò nato nel 1846.

Colotèlli

Magnani a Mollaro ― Diminutivo di Colò a sua volta dal nome proprio di Nicolò 1850-1934 detto «Colotèllo» (vedi TÈLLI).

Da la Cianva

Tarter a Dardine ― La famiglia che porta questo soprannome abita il maso con lo stesso nome che sorge isolato a nord del paese di Dardine. L’antico stabile nel lontano passato era adibito a cantina (cianva) dei conti di Castel Thunn.

Danièi

Frasnelli a Mollaro ― Ramo dei Frasnelli di Mollaro i «Danièi» si estinsero all’inizio del ‘900 con la morte dei due discendenti maschi Epifanio (1876-1906) e Angelo (1880-1915) caduto della prima guerra mondiale. Dal cognome dell’antenata Maria Danieli (1851-1918) che sposò Angelo Frasnelli (1828-1880).

Doardèi

Tarter a Dardine ― Ramo della numerosa stirpe dei MONEGINI / BÓLPI (vedi). Dal nome proprio del predecessore Doàrdo, Edoardo (1880-1969).

Doardi

Coletti a Torra ― Famiglia numerosa che a Torra è ora estinta. «Doàrdi» ha origine dal nome dell’antecessore Odoardo (1876-1948) stimato capo-cantiere alla Miniera san Romedio. La famiglia è appellata anche con il soprannome di LALLI (vedi).

Dòri

Melchiori a Tuenetto ― Distinta famiglia di Tuenetto della quale furono chiari esponenti i sacerdoti Monsignor Emanuele (1864-1935) amministratore della mensa vescovile, don Angelo (1877-1966) insegnante e buon poeta e Padre Clemente (1880-1957) frate Minore dei Cappuccini che fu Superiore nel Convento di Fiera di Primiero. Il soprannome viene da Teodoro (1866-1945) – per aferesi Doro – che fu l’ultimo capo comune di Tuenetto prima dell’accorpamento nel comune di Taio. Precedentemente la famiglia era soprannominata ZANANTÒNI (vedi).

Ernèste

Frasnelli a Dardine ― Ceppo dei Frasnelli a Dardine ora estinto la cui casa avita è al civico 48 di via San Marcello. Di questa famiglia faceva parte Goffredo Tullio (1912-1994) detto «Tulliazzo» Dal nome del predecessore Primo Ernesto (1906-1969).

Ferari

Frasnelli a Mollaro ― Linea della famiglia Frasnelli estinta con Severino (1897-1919) caduto (dichiarato morto dalle autorità) della Prima Guerra Mondiale. Da «ferar», fabbro.

Flóri

Covi a Segno ― Famiglia di Segno, oggi estinta, la cui casa avita corrisponde con l’attuale Museo Chiniano. Dal noneso «flór», fiore.

Frìoli (Frìgoi)

Melchiori a Tuenetto ― La famiglia tuttora ben rappresentata a Tuenetto, ha tramandato la memoria, senz’altro attendibile, che il soprannome deriva dalla provenienza friulana di un antenato. In una vecchia carta vergata il 19 settembre 1832 si legge di un certo Antonio Melchiori del fu Valentino detto «Frìol». Plausibile anche l’origine da Federigo (Federico) sincopato in Frigo che diventa a sua volta Frìol.

Ghìmpei

Dolzan a Dardine ― Questa famiglia, originaria di Toss, sopravvive oggi (2022) a Dardine con due sole persone. Dal noneso «ghìmpel» nome del ciuffolotto o monachino, il piccolo uccello passeriforme.

Giódi

Frasnelli a Mollaro ― Dovrebbe derivare da Gió, abbreviativo di Giovanni. Ramo del ceppo dei CLACI (vedi), che oggi non annovera più maschi tra i discendenti. Capostipite fu Adelo (1866-1905). La casa avita a Mollaro è quella detta della meridiana.

Gnesòtti

Chini a Mollaro ― Ramo dei Chini COLÒDI (vedi) a Mollaro. L’appellativo deriva da Chini Agnese (1739-1819) che sposò Giannicolò Chini (1736) nel 1759.

Lalli

Coletti a Torra ― Famiglia conosciuta anche con l’epiteto di DOARDI (vedi). Ignota l’origine di questo soprannome.

Lèsti

Gentilini a Torra ― La famiglia Gentilini, originaria di Romallo, è presente a Torra dall’inizio dell’800. Negli ultimi decenni è divisa tra LÈSTI e PALUDI (vedi). Esponente di questa famiglia, molto noto nella Pieve, fu Oreste (1919-2018) uno dei pochi testimoni sopravvissuti all’eccidio dell’isola di Cefalonia durante la seconda guerra mondiale. Dall’abbreviativo di Celeste (1888-1969) Lèste.

Lòngi

Chini a Segno ― Ramo dei molteplici ceppi Chini a Segno. Silvio (1928-2020) detto Silvio Lònc’ membro della famiglia fu apprezzato cooperatore in diverse società cooperative (principalmente la Co.F.C.A.). Fu inoltre per molti anni promotore e presidente dell’ «Associazione Padre Kino» di Segno. Dal dialetto noneso «lònc’», lungo, qui nel senso di alto di statura.

Luiziòti

Melchiori a Tuenetto ― La famiglia oggi non annovera discendenti maschi. Apprezzato membro di questa famiglia fu Anselmo (1921-2012), agricoltore e cooperatore; per diversi anni svolse l’attività di Giudice conciliatore del Comune di Taio. Con ogni probabilità «Luiziòti» discende dal nome di un antenato col nome Luigi vissuto nella seconda metà del ‘700, nel registro dei nati Aloisio.

Maestroni

Tarter a Dardine ― La famiglia è ora estinta, annoverava tra i suoi membri alcuni religiosi (come appare dalla lapide di famiglia posta nel cimitero di Dardine). Esponente della famiglia molto noto nella Pieve di Torra fu Arcangelo (1904-1983), spesso presente nelle sagre accompagnato dalla sua chitarra, è commemorato con una lapide nel cimitero di Taio. Derivante da maestro, (si presume che l’accrescitivo abbia un senso ironico).

Malenai

Coletti a Torra ― Storica famiglia di Torra molto nota nella Pieve in quanto da molto tempo custodisce la Chiesa di sant’Eusebio. Ultimo sacrestano, appartenente a questo ceppo fu Alberto (1948-2019). L’origine di questo soprannome è incerta, forse derivante da «malegnazo» eufemismo di maledetto.

Marciòri

Melchiori a Tuenetto ― La famiglia un tempo molto numerosa, oggi è scomparsa da Tuenetto; nella discendenza di questo ceppo famigliare all’inizio dell’800 si annoverano diversi membri col nome di Melchior (o Melchiore) da qui il soprannome.

Martìn

Chini a Segno ― Antichissima stirpe dei Chini a Segno che comprende altri rami con i propri soprannomi. Dal nome del capostipite della famiglia Martino (1661).

Masadóri

Melchiori a Tuenetto ― La famiglia è oggi soprannominata PERI. Ben rappresentata ancora oggi a Tuenetto, nella seconda metà dell’800 era a servizio della famiglia Conci di Castel Mollaro da qui la derivazione «masadór», mezzadro. Come detto con Pietro 1877-1954, detto Pero da le mili art, prende il soprannome di PERI (vedi).

Menòra

Magnani Segno, Taio ― Con ogni probabilità dal dialetto mé nòra, ossia “mia nuora”.

Minòti

Chini a Segno ― Forse dal noneso «minòt», gattino.

Mòceni

Chini a Segno ― Ramo della famiglia MARTIN (vedi). Marco Benedetto Chini nelle sue “Memorie e genealogia dei Chini di Segno d’Anaunia”, attribuisce l’appellativo al fatto che l’antenato Giacomo (1763) lavorò nelle miniere della Valle dei Mòcheni.

Molinari

Frasnelli a Mollaro ― Questo appellativo era attribuito alla famiglia Frasnelli prima che venisse soprannominata NATI (vedi). Dalla professione di molinar, ossia mugnaio, di un antecessore. A Segno esiste lo stesso soprannome per una famiglia Chini detta appunto dei molinari.

Monegini

Tarter a Dardine ― I Monegini sono appartenenti alla cospicua famiglia Tarter e costituiscono un ramo dei BOLPI (vedi) ancora presente a Dardine. Dal noneso «mónec’», sacrista.

Morati

Chini a Segno ― I MORATI sono di gran lunga la schiatta dei Chini a Segno più numerosa. Si presume che l’appellativo derivi dal cognome della moglie di Salvatore († 29.09.1688), Maria Moratti († 22.02.1689) da Tuenetto, maritati nella seconda metà del ‘600.

Mutuèi

Chini a Segno ― La derivazione è incerta. Forse dal noneso «mut», sordomuto.

Nati

Frasnelli a Mollaro ― Molto ben rappresentata a Mollaro, la famiglia esprime da diversi decenni il sacrista della chiesa di San Marco a Mollaro. Dal nome proprio dell’antecessore Fortunato 1870-1950 detto Nato.

Òe

Frasnelli a Dardine ― Questa famiglia Frasnelli ha tra i suoi membri Monsignor Dante (1925-2020), missionario della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe Marello di Asti che fu vescovo di Huari in Perù. Dall'indagine svolta tra i discendenti, il soprannome sarebbe riferito solo a Remo (1923-2004) e la sua origine è ignota, forse parola onomatopeica.

Paludi

Gentilini a Torra ― Condividono a Torra lo stesso cognome Gentilini con i LESTI (vedi). Con Giuseppe (1911-1989) la famiglia è oggi estinta. Dal noneso «palù» (pl. «paludi»), palude.

Parolòti

Rollandini a Mollaro ― Ramo della famiglia dei Rollandini oggi non più presente a Mollaro. L’ultimo esponente che morì a Mollaro fu Ettore (1941-2015). La derivazione è manifesta e viene da «parolòt» ovvero ramino, calderaio.

Peri

Melchiori a Tuenetto ― Precedentemente la famiglia era soprannominata MASADORI (vedi) e anche ZÈSSI (vedi). Dal nome proprio Pero (Pietro 1877-1954).

Perinòti

Frasnelli a Mollaro ― Nota famiglia dalla quale proviene don Adelio Frasnelli, benefattore della chiesa di Tuenetto. Figlio di questo ceppo degno di nota fu Massimo “Massimino” sacerdote decorato per meriti civili durante la 1a guerra mondiale quando era parroco a Meano di Trento. Derivato dal nome proprio Pero, probabilmente quel Pietro, di professione falegname, nato nel 1830.

Peroègna

Casagrande a Tuenetto ― La famiglia Casagrande si insediò a Tuenetto nella seconda metà dell’800 con l’arrivo in paese di Pietro (1864-1939) proveniente da Egna (Bolzano), da qui l’appellativo. Membro noto dei Casagrande di Tuenetto fu don Antonio (1861-1936) per un trentennio priore del Santuario di San Romedio.

Peti

Tarter a Dardine ― Uno dei tanti rami della casata dei Tarter a Dardine. Famiglia molto numerosa nella prima metà del secolo scorso, oggi con la morte dell’ultimo discendente Fabio (1930-2020) è scomparsa. Dal dialetto «pét», peto.

Pìnteri

Perenthaler a Taio ― Famiglia residente a Taio presumibilmente dalla fine del ‘700. In un atto di matrimonio del 1826 si legge a proposito dello sposo: “Giuseppe Brentaller figlio di Giuseppe e di Anna nata Inama di Dermulo coniugi, nato in Ghirla (Cornaiano) li 21 Febbraio 1802 abitante da molti anni in Taio, di professione Pinter ossia bottaio…”. Dall’antico termine tirolese «pìnter», ovvero l’artigiano che costruisce mastelli, secchi e botti in doghe di legno. Esponente di questa famiglia è Gino (1949) titolare della ditta Italbastoni, produttrice di bastoni.

Polènti

Tarter a Dardine ― Ramo dei Tarter a Dardine che un tempo molto nutrito, sopravvive oggi con un solo nucleo famigliare. Da polenta.

Pùa

Lucchi a Vion, Mollaro ― Famiglia originaria di Vion trasferitasi negli anni ’70 del secolo scorso a Mollaro. In dialetto noneso col termine «pua», ormai in disuso, si designa un ragazzetto. Nel dialetto tirolese, col medesimo significato di ragazzetto, discolo, c’è la parola «Puab».

Regini

Chini a Segno ― La famiglia è così soprannominata dal 1758. Verosimilmente derivante da regina.

Ròchi

Melchiori Tuenetto ― Famiglia tra le più rappresentative di Tuenetto è ancora oggi ben presente. Dal nome proprio del predecessore Rocco (1874-1938).

Rossati

Chini a Mollaro, Segno ― Ramo della vasta famiglia detta MARTÌN e sopra denominata MÒCENI. «Rossàt» (rossàta) nel dialetto noneso significa uomo o donna rosso di capelli.

Saltóri

Tarter a Dardine, Mollaro ― Uno dei ceppi della schiatta dei Tarter tra i più cospicui, ancora oggi presenti a Dardine e Mollaro. Antonio detto «Moneghin» (1806) di professione sarto dà il soprannome di famiglia «Saltori». Di questa famiglia fece parte Anselmo (1925-2000) fondatore della Paravinil fabbrica insediata a Mollaro negli anni ’50 e che diresse fino al 1967. «Saltór» nel dialetto noneso significa sarto.

Sóres

Chini a Torra ― Questa nota famiglia dei Chini di Torra si divide in due rami: ZIPRIANI (vedi) e, appunto, SÓRES. Di questi il predecessore Giovanni (1781) era detto «sóres» ovvero topo nel dialetto noneso.

Tèlli

Magnani a Mollaro ― Aferesi di COLOTÈLLI (vedi) dal nome proprio dell’ascendente Nicolò (1850-1934).

Tiliòti

Coletti a Mollaro ― Questa famiglia si stabilì a Mollaro proveniente da Torra dopo la Prima Guerra mondiale con Attilio (Ottilio) (1864-1960) detto Tiliòt. Ultimo membro della famiglia residente a Mollaro fu Remo (1916-1982) che morì celibe.

Zanantòni

Melchiori a Tuenetto ― Antico soprannome della famiglia oggi detta DÒRI (vedi). Questa stirpe è oggi scomparsa da Tuenetto. Dal nome proprio dell’antenato Giovanni Antonio (1795-1876), la casa che diede i natali a Felice, maestro elementare e stimatissimo amministratore di vari comuni e imprese nonesi.

Zènto òumni

Lucchi a Vion ― Soprannome rilevato senza altra spiegazione sulla sua origine. Espressione nonesa, letteralmente Cento uomini.

Zèssi

Melchiori a Tuenetto ― Altro epiteto dei PERI (vedi) e dei MASADORI (vedi). Forse il termine è derivante da «zessàr», indietreggiare. In relazione a questo soprannome una possibile spiegazione potrebbe essere quella che si è tramandata in famiglia e che racconta di un antenato che dovendo trasportare dal bosco un grosso tronco l’avesse fatto posizionando sul carro la cima della pianta in avanti quando è regola di base trasportare tale carico con la cima all’indietro.

Zesséti

Covi a Tuenetto ― Famiglia insediata a Tuenetto all’inizio dell’800 proveniente da Segno. Da tempo immemore e tuttora, la famiglia svolge il servizio di sacrista della chiesa di san Rocco a Tuenetto. Analogamente a ZÈSSI, anche questo soprannome si tende a farlo originare dal verbo «zessàr», indietreggiare.

Zipriani

Chini a Torra ― Dal nome proprio dell’antenato Cipriano 1766 (vedi SÓRES).










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Angelo Coletti detto «Anzolìn»

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Ezio Coletti «Anzolìn»

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Massimina Forafò e Albino Casagrande «Peroègna»

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Giuseppe Casagrande «Peroègna»

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Costante e Sisinio dei «Biani»

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Angelina Covi «»Zesséta» e Sisinio Melchiori dei «Biani»

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Bruna Bertoluzza «Brunéta clàmera»

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Carlo Bertoluzza «Carlo clàmer»

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Il Priore di san Romedio Antonio Casagrande

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Riccardo Melchiori «Bolpe»

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Giuseppina Melchiori detta «Bepina bolpa» e Teofilo Magnani «Bagòz»

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I «Dòri», in piedi al centro Teodoro Melchiori

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Candido Melchiori (Padre Clemente) dei «Dori»

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Giuseppe Melchiori «Bèpi Luiziòt»

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Dario Melchiori «Luiziòt»

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Elsa Melchiori «Luiziòta»

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Emanuele Covi «Manuèle Zessét»

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Francesco Melchiori «Frìol»

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Aldo Melchiori «Marciòr»

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Olivo Melchiori l'ultimo dei «Marciòri» a Tuenetto

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Pietro Melchiori «Masador» e la moglie Maddalena Maines

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Marino Melchiori dei «Peri»

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Rocco Melchiori capostipite dei «Ròchi»

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Ermanno Melchiori dei «Ròchi» vigile del fuoco, caduto di Guerra

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Giuseppe Melchiori dei «Ròchi»

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Alberto Coletti «Malenaio»

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Elio Chini dei «Colòdi» di Mollaro

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Fabio Visintainer dei «Bólpi» di Torra

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Felice Melchiori dei «Zanantòni» di Tuenetto

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Osvaldo (Carlo) Chini «Colodét» di Torra

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Paolo Chini «Rossato» di Mollaro

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I «Zanantoni»

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L'«Anzol Zessét» (Covi Angelo)

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